Constitutional challenge of citizenship law (1920 x 640 px)

Corte Costituzionale e cittadinanza italiana per discendenza: quali aspetti della legge sono contestati?

Le nuove restrizioni allo ius sanguinis e il giudizio della Corte Costituzionale sulla riforma del 2025.

La decisione della Corte sarà particolarmente importante per le migliaia di discendenti di italiani residenti all’estero che aspirano al riconoscimento della cittadinanza italiana e all’ottenimento del passaporto italiano

Negli ultimi mesi la normativa sulla cittadinanza italiana per discendenza è tornata al centro del dibattito giuridico e politico. La riforma introdotta nel 2025 con il cosiddetto decreto Tajani, poi convertito nella Legge n. 74/2025, ha modificato in modo significativo i criteri per il riconoscimento dello ius sanguinis. Alcuni aspetti della nuova disciplina sono ora oggetto di valutazione da parte della Corte Costituzionale, presso la quale proprio domani 11 marzo 2026 è prevista un’udienza.

Le principali modifiche alla cittadinanza per discendenza

Il Decreto-Legge n. 36/2025, entrato in vigore il 28 marzo 2025, ha ristretto i requisiti per ottenere la cittadinanza italiana tramite discendenza. In precedenza era possibile richiederla dimostrando una linea genealogica ininterrotta con un antenato italiano nato dopo il 1861.

Con la nuova normativa, invece, il riconoscimento è limitato principalmente ai casi in cui il richiedente abbia:

  • un genitore o un nonno exclusivamente cittadino italiano alla nascita del richiedente (o alla morte qualora avvenuta prima della nascita del discendente);

  • un genitore che abbia vissuto in Italia per almeno due anni dopo aver acquisito la cittadinanza e prima della nascita del figlio;

  • presentato domanda secondo le vecchie procedure entro il 27 marzo 2025.

La riforma ha inoltre introdotto regole più stringenti per i minori nati all’estero da cittadini italiani, richiedendo una dichiarazione entro 3 anni dalla nascita oppure un periodo di residenza in Italia o, per coloro che sono nati prima del 24 maggio 2025, entro il 31 maggio 2029.

Il ricorso alla Corte Costituzionale

Il 17 settembre 2025 il Tribunale di Torino ha deciso di sottoporre alcune parti della Legge 74/2025 alla Corte Costituzionale. Le critiche riguardano soprattutto:

  • la possibile applicazione retroattiva della legge;

  • le restrizioni previste per i figli di cittadini italiani nati all’estero;

  • un presunto contrasto con principi del diritto europeo.

Al Tribunale di Torino si sono poi aggiunti i Tribunali di Mantova e da ultimo quello di Campobasso.

La Corte esaminerà solo le questioni specifiche sollevate dai tribunali e, dopo l’udienza pubblica, pubblicherà la propria decisione nella Gazzetta Ufficiale.

Un tema centrale per le comunità italiane nel mondo

La decisione della Corte sarà particolarmente importante per le migliaia di discendenti di italiani residenti all’estero che aspirano al riconoscimento della cittadinanza italiana e all’ottenimento del passaporto italiano. L’esito del giudizio potrebbe confermare le nuove restrizioni oppure portare a ulteriori cambiamenti nel sistema attuale.

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Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana.