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Permesso di soggiorno per familiari di cittadini italiani fino al 2°: chi ne ha diritto e come si ottiene?

Requisiti, diritti e procedura per ottenere il permesso per motivi familiari

Il permesso per familiari di cittadini italiani entro il secondo grado tutela l’unità familiare, ma la convivenza reale e dimostrabile è il requisito decisivo

Il diritto all’unità familiare rappresenta uno dei principi fondamentali dell’ordinamento italiano in materia di immigrazione. Proprio per questo motivo, la legge prevede una particolare tutela per gli stranieri che vivono stabilmente con un familiare cittadino italiano entro il secondo grado di parentela, riconoscendo loro la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per motivi familiari.

Questa tutela nasce dal principio secondo cui lo straniero che convive con un parente stretto, cittadino italiano, non può essere allontanato dal territorio nazionale. In presenza di determinati presupposti, tale protezione si traduce concretamente nel rilascio di un permesso di soggiorno che consente di vivere e lavorare regolarmente in Italia, con accesso ai servizi essenziali e alla sanità pubblica.

Per comprendere chi può beneficiare di questo tipo di permesso, è necessario chiarire cosa si intende per parenti entro il secondo grado. Rientrano in questa categoria i genitori e i figli, che costituiscono il primo grado di parentela, ma anche i fratelli, le sorelle, i nonni e i nipoti in linea diretta, che appartengono al secondo grado. La legge, invece, non estende questa protezione a parenti più lontani, come zii, cugini e nipoti (di zii italiani) che restano esclusi da questo specifico regime (anche se in passato, prima della modifica legislativa, era possibile ricomprendere familiar fino al 4°).

Tuttavia, il solo rapporto di parentela non è sufficiente. L’elemento decisivo è la convivenza effettiva e stabile con il cittadino italiano. Ciò significa che non basta avere un legame familiare sulla carta: è necessario dimostrare di vivere realmente nella stessa abitazione, in modo continuativo e non occasionale. Le autorità competenti verificano infatti che la residenza sia condivisa e che l’alloggio sia idoneo ad accogliere tutti i conviventi, valutando la situazione nel suo complesso.

Quando questi presupposti sono soddisfatti, lo straniero può presentare la domanda di permesso di soggiorno per motivi familiari: la procedura richiede normalmente la presentazione di documenti che attestino l’identità del cittadino italiano, il rapporto di parentela ed elementi utili a dimostrare la stabilità della convivenza.

Una volta ottenuto, il permesso per motivi familiari consente allo straniero di soggiornare legalmente in Italia e di svolgere attività lavorativa, favorendo così un percorso di integrazione stabile. Tuttavia, poiché la base giuridica del permesso è rappresentata proprio dalla convivenza con il familiare italiano, l’eventuale cessazione di questa condizione può essere valutata dalle autorità in sede di rinnovo.

In definitiva, il permesso di soggiorno per familiari di cittadini italiani entro il secondo grado costituisce uno strumento importante di tutela dell’unità familiare. Il legame di parentela è certamente un elemento essenziale, ma è la convivenza reale e dimostrabile a rappresentare il presupposto decisivo per ottenere e mantenere questo titolo di soggiorno.

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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.


Articolo scritto da Alessia AjelliManaging Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana.