Il prossimo 10 aprile 2026 rappresenta una data cruciale per i viaggiatori diretti nello spazio Schengen. Dopo una fase di introduzione graduale iniziata nell’ottobre 2025, l’Entry/Exit System (EES) da questo venerdì entrerà definitivamente in funzione in tutti i punti di frontiera esterni dell’Unione europea. Da quel momento, il tradizionale timbro sul passaporto sarà sostituito da un sistema digitale capace di registrare automaticamente ogni ingresso e uscita dei cittadini provenienti da Paesi extra-UE.
L’obiettivo principale dell’EES è rafforzare la sicurezza delle frontiere, semplificare i controlli e monitorare con maggiore precisione il rispetto delle regole di soggiorno nello spazio Schengen. Il nuovo sistema interesserà milioni di persone che viaggiano per turismo, affari o visite familiari.
Che cos’è l’Entry/Exit System
L’Entry/Exit System è una piattaforma elettronica creata dall’Unione europea per registrare i movimenti dei cittadini di Paesi terzi quando attraversano una frontiera esterna Schengen. Ogni volta che un viaggiatore entra o esce dall’area Schengen, il sistema memorizza una serie di informazioni personali e biometriche.
Fra i dati raccolti figurano:
nome e cognome;
data e luogo di nascita;
nazionalità;
numero e dati del passaporto;
fotografia del volto;
impronte digitali;
luogo, data e ora del passaggio di frontiera.
Per i viaggiatori soggetti all’obbligo di ottenimento di un visto Schengen per soggiorni di breve durata, saranno registrate anche le informazioni relative al visto utilizzato.
Con questa procedura, le autorità di frontiera potranno verificare in tempo reale l’identità della persona, evitare l’utilizzo di documenti falsi o multipli e controllare se il soggiorno autorizzato viene rispettato.
Fine definitiva dei timbri sul passaporto
Con la piena attivazione del sistema, il timbro manuale sul passaporto diventerà progressivamente un ricordo del passato. Tutte le entrate e le uscite saranno registrate in formato digitale.
Per i viaggiatori abituali questo cambiamento comporterà una gestione più precisa del limite di permanenza previsto dallo spazio Schengen: massimo 90 giorni nell’arco di 180 giorni. Grazie all’EES, le autorità potranno calcolare automaticamente il tempo trascorso nell’Unione e identificare immediatamente eventuali superamenti del periodo consentito.
Chi oltrepasserà il limite rischierà conseguenze molto più severe rispetto al passato. Un soggiorno eccessivo potrà infatti essere registrato nei sistemi europei e comportare:
ulteriori controlli alle frontiere;
rifiuto di ingresso nei viaggi successivi;
restrizioni all’accesso nello spazio Schengen per diversi anni.
Chi dovrà registrarsi
L’EES si applicherà ai cittadini non appartenenti all’Unione europea che entrano nello spazio Schengen per soggiorni di breve durata, sia per turismo sia per motivi professionali.
Non dovranno invece effettuare la registrazione:
cittadini dei Paesi dell’Unione europea;
residenti permanenti o titolari di permessi di soggiorno rilasciati da un paese aderente all’area Schengen;
possessori di visti nazionali di lunga durata rilasciati da un paese Schengen;
cittadini di Svizzera, Norvegia, Andorra, Monaco, San Marino e Vaticano.
Anche Irlanda e Cipro, pur essendo membri dell’Unione europea, non partecipano al sistema EES. Tuttavia, i cittadini extra-UE residenti in questi due Paesi saranno comunque soggetti ai controlli quando entreranno nello spazio Schengen.
Come avverrà la registrazione alla frontiera
La prima volta che una persona entrerà nello spazio Schengen dopo il 10 aprile 2026, dovrà completare una breve registrazione in aeroporto, al porto o al valico di frontiera. Sarà necessario presentare il passaporto, farsi fotografare e consentire la raccolta delle impronte digitali.
Le autorità potranno inoltre chiedere alcune informazioni sul viaggio, come la durata del soggiorno, l’indirizzo dell’alloggio e il motivo della visita. I funzionari preposti ai controlli di frontera potranno altresì richiedere di mostrare una prenotazione alberghiera o altra documentazione attestante la disponibilità di un alloggio, un biglietto aéreo di ritorno, una prova delle risorse economiche disponibili.
Dopo questa prima registrazione, i viaggi successivi saranno più rapidi. Se il viaggiatore tornerà nello spazio Schengen entro tre anni, non dovrà ripetere l’intera procedura, ma soltanto confermare o aggiornare i dati già presenti nel sistema.
Cosa succede se si rifiutano i dati biometrici
La raccolta delle impronte digitali e della fotografia non sarà facoltativa. Chi rifiuterà di fornire i propri dati biometrici potrà vedersi negare l’ingresso.
Le autorità di frontiera considerano infatti questi elementi indispensabili per verificare l’identità del viaggiatore e impedire frodi o utilizzi impropri del passaporto. Soltanto in casi particolari, ad esempio per persone impossibilitate fisicamente a fornire le impronte, potranno essere previste eccezioni.
Maggiori controlli per chi ha precedenti irregolarità
Il nuovo sistema sarà strettamente collegato ad altre banche dati europee, come il Sistema d’Informazione Schengen (SIS). Ciò significa che eventuali violazioni pregresse saranno immediatamente visibili agli agenti di frontiera.
Potrebbero quindi essere sottoposti a controlli più approfonditi coloro che:
in passato hanno superato il periodo di soggiorno consentito;
hanno ricevuto un rifiuto d’ingresso;
risultano segnalati in altre banche dati europee.
In questi casi, al momento dell’arrivo potrebbero essere richiesti documenti supplementari o spiegazioni dettagliate sul motivo del viaggio.
Le conseguenze per le aziende e i viaggi di lavoro
L’implementazione definitiva dell’EES avrà un impatto importante anche sulle imprese che inviano propri lavoratori e collaboratori in Europa per trasferte brevi.
Le aziende dovranno monitorare con maggiore attenzione i giorni trascorsi dai lavoratori nello spazio Schengen e assicurarsi che le attività svolte siano compatibili con le regole di viaggio.
Un utilizzo improprio del periodo di permanenza, oppure lo svolgimento di attività non autorizzate, potrà comportare:
sanzioni per il dipendente;
problemi di ingresso nei viaggi successivi;
controlli e verifiche nei confronti dell’azienda.
Il legame con il futuro sistema ETIAS
L’EES non va confuso con l’ETIAS, il futuro sistema europeo di autorizzazione preventiva al viaggio. I due strumenti saranno complementari e l’entrata in vigore dell’ETIAS per il momento è prevista per la fine del terzo trimestre del 2026.
L’ETIAS servirà prima della partenza e riguarderà i cittadini di Paesi esenti da visto, che dovranno ottenere un’autorizzazione elettronica prima di recarsi in Europa. L’EES, invece, entrerà in funzione al momento dell’arrivo e registrerà concretamente il passaggio di frontiera.
In altre parole, l’ETIAS autorizzerà il viaggio, mentre l’EES controllerà la permanenza effettiva nel territorio Schengen.
Your Way to Italy: la nostra assistenza
Il nostro team è a disposizione per fornire supporto e assistenza in materia di cittadinanza italiana e diritto dell’immigrazione! Contattaci per prenotare la tua prima consulenza con noi! #Yourwaytoitaly
Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.
Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana.