Citizenship Court of Venice (1920 x 640 px)

Cittadinanza italiana per discendenza: la decisione del Tribunale Venezia di marzo 2026

La sentenza del Tribunale di Venezia solleva nuovi dubbi sull’applicazione della Legge n. 74/2025 e sul diritto alla cittadinanza per discendenza

La decisione del Tribunale di Venezia rappresenta certamente un segnale interessante per chi intende avviare una pratica di cittadinanza italiana per discendenza

Una recente pronuncia del Tribunale di Venezia ha riacceso il dibattito sulla cittadinanza italiana per discendenza e sugli effetti concreti della nuova normativa introdotta nel 2025. La decisione, datata 12 marzo 2026 e resa pubblica pochi giorni dopo, ha riconosciuto la cittadinanza a due cittadini brasiliani discendenti di un avo italiano originario del Veneto.

La notizia ha rapidamente attirato l’attenzione di migliaia di persone interessate al riconoscimento delle proprie origini italiane, soprattutto in Paesi dell’America Latina, come Argentina, Cile, Uruguay, Venezuela e Brasile, ma anche negli Stati Uniti, Canada e Australia, dove molti discendenti di emigrati stanno cercando di comprendere se le recenti modifiche legislative possano incidere sul loro diritto.

Il caso esaminato dal Tribunale di Venezia

I due ricorrenti brasiliani hanno dimostrato di discendere da un cittadino italiano nato nel 1861 in Veneto. La domanda giudiziale sembrerebbe essere stata presentata nel novembre 2025, cioè in un momento successivo all’entrata in vigore della nuova disciplina.

Proprio questo elemento rende la decisione particolarmente interessante. Secondo la Legge n. 74/2025, infatti, il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza dovrebbe essere limitato ai casi in cui il richiedente abbia un ascendente italiano entro il primo o il secondo grado. Nel caso affrontato dal Tribunale di Venezia, invece, l’antenato italiano sembrerebbe essere molto più distante nel tempo e quindi, in linea teorica, non rientrare nei nuovi requisiti previsti dalla legge.

Nonostante ciò, il giudice ha accolto il ricorso e ha riconosciuto ai due cittadini brasiliani lo status di cittadini italiani.

Perché la sentenza lascia ancora molte incertezze

Sebbene la decisione abbia generato entusiasmo tra numerosi discendenti di italiani residenti all’estero, è importante mantenere prudenza. La sentenza non contiene alcun riferimento espresso alla Legge n. 74/2025, elemento che ha aperto diverse interpretazioni.

Una prima ipotesi è che il Tribunale abbia ritenuto applicabili le regole precedenti, considerando che la cittadinanza rappresenta un diritto acquisito sin dalla nascita. In questa prospettiva, la nuova legge non potrebbe essere utilizzata retroattivamente per limitare un diritto già esistente.

Un’altra possibilità, tuttavia, è che il mancato richiamo alla normativa del 2025 sia dovuto semplicemente a una omissione o a una scelta redazionale della decisione. In tal caso, la sentenza non costituirebbe necessariamente una presa di posizione chiara contro i nuovi limiti introdotti dal legislatore.

Una pronuncia importante, ma non ancora decisiva

La decisione del Tribunale di Venezia rappresenta certamente un segnale interessante per chi intende avviare una pratica di cittadinanza italiana per discendenza. Tuttavia, non può ancora essere considerata un precedente definitivo o risolutivo.

Nei prossimi mesi altri tribunali italiani saranno chiamati a pronunciarsi su casi analoghi e la stessa Corte Costituzionale deve ancora decidere rispetto alle questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Mantova e Campobasso (mentre si è già pronunciata rispetto a quella sollevata dal Tribunale di Torino, come riassunto nel nostro articolo). Saranno proprio queste future decisioni a chiarire se la Legge n. 74/2025 debba essere interpretata in modo restrittivo oppure se continui a prevalere il principio secondo cui la cittadinanza si trasmette automaticamente lungo la linea familiare.

Fino a quando non emergerà un orientamento giurisprudenziale consolidato, rimarranno dubbi e incertezze per tutti coloro che desiderano ottenere la cittadinanza e, successivamente, richiedere il passaporto italiano.

Per questo motivo, chi sta valutando di presentare una domanda dovrebbe seguire con attenzione l’evoluzione delle sentenze e verificare in modo approfondito la propria situazione genealogica prima di intraprendere il procedimento.

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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.

 

Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana, e Paolo Grassi, Trainee of LCA Studio Legale.