Loss of citizenship and reacquisition (1920 x 640 px)

Come si può riacquistare la cittadinanza italiana in caso di perdita?

Aspetti legali e opportunità attuali per riacquistare la cittadinanza italiana

Riacquistare la cittadinanza italiana è oggi un percorso accessibile, soprattutto grazie alle recenti aperture normative

Nel corso del tempo, molti cittadini italiani hanno perso la cittadinanza italiana per ragioni legate a normative ormai superate. Oggi, però, la legge offre diverse possibilità per recuperarla, consentendo a chi ha un legame con l’Italia di ristabilirlo anche formalmente.

In quali casi si perdeva la cittadinanza italiana

Prima del 16 agosto 1992, il sistema giuridico italiano prevedeva un principio molto rigido: la cittadinanza doveva essere esclusiva. Ciò significava che un cittadino italiano che acquisiva un’altra nazionalità perdeva automaticamente quella italiana.

Questa perdita avveniva senza bisogno di una comunicazione ufficiale: bastava ottenere la cittadinanza di un altro Paese perché quella italiana venisse meno. Tuttavia, esisteva un’eccezione importante: i figli nati all’estero che acquisivano automaticamente una cittadinanza straniera alla nascita potevano mantenere anche quella italiana, poiché l’acquisizione non era volontaria.

La svolta del 1992

Con l’entrata in vigore della Legge n. 91 del 1992, il quadro normativo è cambiato radicalmente. Da quel momento, l’Italia ha iniziato a riconoscere la possibilità della doppia cittadinanza. Questo significa che diventare cittadini di un altro Stato non comporta più la perdita automatica della cittadinanza italiana e che un cittadino italiano può essere titolare di due o più nazionalità di Paesi diversi.

Inoltre, la legge ha aperto la strada alla possibilità di recuperare la cittadinanza per coloro che l’avevano persa in precedenza. Questo cambiamento ha avuto un impatto significativo anche per chi desidera ottenere nuovamente diritti importanti, come il rilascio del passaporto italiano.

Perdita e rinuncia: due concetti diversi

È importante distinguere tra perdita e rinuncia. La perdita avveniva, soprattutto in passato, in modo automatico e spesso inconsapevole, mentre la rinuncia è una scelta volontaria del cittadino.

Oggi, i casi di perdita involontaria sono rari ma non impossibili, mentre è più comune che una persona scelga di rinunciare alla cittadinanza per motivi personali o legali. In entrambi i casi, però, la normativa consente generalmente di riacquistare la cittadinanza italiana in un secondo momento.

Come riacquistare la cittadinanza italiana

Il recupero della cittadinanza italiana prevede, nella maggior parte dei casi, un requisito fondamentale: la residenza in Italia. In pratica, chi desidera riacquistarla deve trasferirsi nel Paese e viverci per un determinato periodo.

Un’opzione consiste nel presentare una dichiarazione formale presso il consolato italiano competente in base al paese estero di residenza o direttamente presso il comune in Italia ove ci si intende trasferire, manifestando la volontà di riottenere la cittadinanza. A questa dichiarazione deve seguire l’effettivo trasferimento della residenza entro un anno.

La finestra straordinaria 2025–2027

Una recente disposizione normativa ha introdotto un’importante agevolazione. Chi ha perso la cittadinanza italiana prima del 1992 può riacquistarla senza dover soddisfare il requisito del trasferimento nel territorio italiano, approfittando di una finestra temporale limitata.

Questa opportunità è valida dal 1° luglio 2025 al 31 dicembre 2027. In questo periodo, è sufficiente presentare una dichiarazione formale presso un consolato italiano o un comune in Italia purchè la persona (i) sia nata in Italia o, se nata all’estero, abbia risieduto in Italia almeno 2 anni, (ii) abbia perso la cittadinanza italiana prima dell’agosto 1992 volontariamente o involontariamente (escluso però il caso della renuncia).

È fondamentale sapere che il riacquisto non ha effetto retroattivo: la persona sarà riconosciuta come cittadina italiana dal completamento della procedura; inoltre, eventuali figli nati prima del recupero della cittadinanza italiana non ne beneficeranno automaticamente, neanche se minori e conviventi con l’interessato (salvo non abbiano risieduto almeno 2 anni nel territorio italiano dopo la nascita).

Considerazioni finali

Riacquistare la cittadinanza italiana è oggi un percorso accessibile, soprattutto grazie alle recenti aperture normative. Che si tratti di ristabilire un legame con le proprie origini o di ottenere nuovamente diritti come il passaporto, è importante conoscere le procedure e rispettare i requisiti previsti.

Per chi ha perso la cittadinanza prima del 1992, il periodo fino alla fine del 2027 rappresenta un’occasione particolarmente favorevole da non perdere.

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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.

Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana, e Paolo Grassi, Trainee of LCA Studio Legale.