Il tema della flat tax per i nuovi residenti in Italia torna al centro del dibattito fiscale, soprattutto dopo le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Questo regime, pensato per attrarre professionisti facoltosi, grandi patrimoni e investitori esteri, continua a essere uno strumento strategico per la pianificazione fiscale. In questo articolo esploriamo le principali novità per il 2026 e le implicazioni per chi valuta un trasferimento in Italia.
Cos’è la flat tax per i nuovi residenti
La flat tax è un regime fiscale opzionale che permette a chi decide di trasferire la propria residenza fiscale in Italia di versare un'imposta sostitutiva fissa sui redditi esteri, indipendentemente dall’entità di tali redditi. In pratica, invece di applicare le aliquote progressive italiane che possono arrivare al 43%, il contribuente paga una quota forfettaria annuale, semplificando notevolmente la gestione fiscale dei redditi esteri.
Introdotta per la prima volta nel 2017, questa misura è stata progressivamente aggiornata per mantenere l’Italia competitiva rispetto ad altri Paesi che offrono vantaggi fiscali analoghi.
Il regime attuale (fino al 2025)
Oggi chi sceglie la flat tax versa 200.000 euro l’anno sul reddito estero del contribuente principale. Per ciascun familiare incluso nel regime, è previsto un contributo aggiuntivo di 25.000 euro annui.
Per aderire, è necessario trasferire la residenza fiscale in Italia e non essere stati residenti nel Paese per almeno 9 degli ultimi 10 anni. Una volta optato per la flat tax nella dichiarazione dei redditi italiana, il regime può durare fino a 15 anni, offrendo stabilità a lungo termine.
Le novità del 2026: flat tax a 300.000 euro
A partire dal 1° gennaio 2026, la Legge di Bilancio ha previsto un aumento significativo: la quota fissa per il contribuente principale passerà da 200.000 a 300.000 euro all’anno, mentre per ogni familiare aderente il contributo salirà da 25.000 a 50.000 euro annui.
Questa modifica mira a bilanciare la sostenibilità delle finanze pubbliche con la necessità di mantenere l’Italia attrattiva per soggetti con redditi esteri elevati.
Clausola transitoria: vantaggi per chi si è trasferito entro il 31 dicembre 2025
Per chi ha pianificato e messo in atto il trasferimento entro la fine del 2025 è stata prevista una clausola transitoria: sarà possibile continuare a beneficiare delle condizioni della flat tax 2025 (200.000 euro per il principale e 25.000 euro per ciascun familiare) anche dopo l’entrata in vigore delle nuove regole dal 1° gennaio 2026.
Chi può aderire
Possono optare per la flat tax tutti i contribuenti che soddisfano questi requisiti:
Non esistono limiti di nazionalità: cittadini europei e non europei possono usufruire del regime se soddisfano i criteri indicati. L’adesione deve essere comunicata nella dichiarazione dei redditi italiana relativa all’anno di trasferimento.
Un regime strategico per HNWIs
La flat tax per nuovi residenti continua a essere una misura chiave nel panorama fiscale italiano. Con l’aumento a 300.000 euro annui dal 2026, l’Italia conferma la volontà di mantenere un regime competitivo a livello internazionale, pur rafforzando la sostenibilità del sistema fiscale.
Per chi considera un trasferimento in Italia di lungo periodo, comprendere le regole e i tempi della flat tax è fondamentale per pianificare con successo e massimizzare i benefici disponibili.
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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.
Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana, e Paolo Grassi, Trainee of LCA Studio Legale