Dal 9 giugno 2026 è stata introdotta una nuova opportunità per i cittadini italiani residenti all’estero: accedere volontariamente al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) attraverso il pagamento di un contributo annuo di 2.000 euro. La novità riguarda gli italiani iscritti all’AIRE che risiedono al di fuori dell’Unione europea e dell’area EFTA.
Come cambia l’accesso alla sanità italiana
Fino a quest’anno, i cittadini italiani che trasferivano stabilmente la propria residenza all’estero e si iscrivevano all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) perdevano generalmente l’accesso ordinario al SSN. Durante soggiorni temporanei in Italia potevano beneficiare di alcune prestazioni, anche in situazioni di emergenza, ma non disponevano della stessa copertura sanitaria garantita ai residenti in Italia.
La nuova misura punta a offrire una possibilità di adesione volontaria al sistema sanitario italiano, particolarmente interessante per chi vive in Paesi dove le cure mediche sono costose o l’assistenza sanitaria è meno accessibile. L’adesione consentirebbe inoltre di ottenere la tessera sanitaria italiana.
Requisiti e iscrizione all’AIRE
Per beneficiare della nuova opportunità, le condizioni indicate sono il possesso della cittadinanza italiana, l’iscrizione all’AIRE, la residenza al di fuori dell’Unione europea e dell’area EFTA e il pagamento del contributo annuale di 2.000 euro.
L’iscrizione all’AIRE è generalmente obbligatoria per i cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza all’estero per più di dodici mesi, salvo le eccezioni previste dalla normativa. La richiesta viene presentata tramite il portale Fast It al consolato italiano competente per il luogo di residenza ed è inoltre importante aggiornare i propri dati in caso di trasferimento in un’altra circoscrizione consolare.
Questi adempimenti riguardano anche chi ha ottenuto la cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis) e risiede già all’estero. In ogni caso, è fondamentale verificare che la propria posizione anagrafica sia corretta prima di procedere con eventuali richieste di copertura sanitaria.
Cittadinanza italiana e diritto alla salute: cosa sapere
Il possesso della cittadinanza italiana non garantisce automaticamente l’accesso all’assistenza sanitaria ordinaria in Italia quando si risiede stabilmente all’estero. Anche il passaporto italiano, pur attestando la cittadinanza del titolare, non sostituisce gli eventuali requisiti amministrativi previsti per aderire al nuovo regime.
Analogamente, il permesso di soggiorno riguarda la posizione di cittadini stranieri nel Paese che lo rilascia e non determina, di per sé, il diritto di un cittadino italiano residente all’estero ad accedere al SSN.
La nuova misura deve quindi essere valutata considerando separatamente cittadinanza, residenza e iscrizione all’AIRE, poiché ciascun elemento risponde a regole specifiche.
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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.
Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione e cittadinanza italiana, e Paolo Grassi, Trainee di LCA Studio Legale.
Articolo modificato in data 21/10/2026