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Nuovo visto per lavoro per i discendenti di italiani: a che punto siamo?

Una nuova opportunità di ingresso e lavoro in Italia per i discendenti di emigrati italiani nel mondo

Nonostante l’introduzione normativa, il visto non è ancora operativo e richiede ulteriori misure attuative del governo

Negli ultimi anni il tema dell’immigrazione legata alle comunità di origine italiana nel mondo e alla cittadinanza italiana è tornato al centro del dibattito politico e giuridico. In questo contesto si inserisce la recente introduzione di un nuovo canale di ingresso in Italia dedicato ai cittadini stranieri discendenti di italiani, che consente di trasferirsi nel paese per motivi di lavoro, sia subordinato sia autonomo.

La misura nasce nell’ambito delle riforme legislative che hanno modificato la disciplina della cittadinanza italiana per discendenza. Con il Decreto-Legge n. 36, infatti, sono stati introdotti criteri più restrittivi per il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis. Parallelamente, il legislatore ha previsto una nuova opportunità di ingresso per coloro che, pur avendo origini italiane, non possono più ottenere automaticamente la cittadinanza ma desiderano vivere e lavorare in Italia.

Un nuovo canale di ingresso per i discendenti di italiani

La normativa ha inserito nel Testo Unico sull’Immigrazione una specifica disposizione che permette l’ingresso in Italia per lavoro a cittadini extra-UE che dimostrino di discendere da un antenato italiano. L’obiettivo è favorire forme di “migrazione di ritorno”, valorizzando il legame storico e culturale con le comunità italiane all’estero e, allo stesso tempo, offrendo nuove opportunità al mercato del lavoro italiano.

Questo strumento rappresenta una novità significativa rispetto ai tradizionali canali di immigrazione lavorativa, che sono generalmente soggetti ai limiti numerici stabiliti annualmente dal cosiddetto decreto flussi.

I Paesi interessati dalla misura

Un successivo decreto interministeriale ha individuato i Paesi nei quali risiedono numerose comunità di origine italiana e i cui cittadini possono beneficiare di questo nuovo percorso. In una prima fase sono stati inclusi:

  • Argentina

  • Brasile

  • Stati Uniti d’America

  • Australia

  • Canada

  • Venezuela

  • Uruguay

La selezione è stata effettuata considerando il numero di cittadini italiani iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), includendo gli Stati con comunità italiane particolarmente numerose.

Non si esclude che in futuro l’elenco possa essere ampliato anche ad altri Paesi con una forte presenza di discendenti di emigrati italiani (come potrebbe essere il Cile o il Paraguay).

Lavoro subordinato: ingresso al di fuori delle quote

Uno degli aspetti più innovativi della nuova disciplina riguarda la possibilità di accedere al lavoro subordinato senza essere soggetti ai limiti numerici previsti dal decreto flussi.

In pratica, un cittadino straniero discendente di italiani potrà entrare in Italia se dispone di un’offerta di lavoro da parte di un datore italiano e se è in grado di dimostrare la propria origine italiana attraverso la documentazione genealogica (ad esempio certificati di nascita dei propri antenati).

Una risposta alle esigenze del mercato del lavoro

La creazione di questo nuovo visto si inserisce anche in un contesto economico caratterizzato da una crescente difficoltà nel reperire lavoratori in diversi settori. Numerose imprese italiane segnalano carenze di personale qualificato e non qualificato, in particolare nelle attività tecniche e manuali.

In questo scenario, favorire l’ingresso di persone con origini italiane viene considerato un modo per rafforzare i legami con le comunità all’estero e, al tempo stesso, contribuire a colmare il fabbisogno di manodopera in alcuni comparti produttivi.

Uno strumento ancora in fase di attuazione

Nonostante l’introduzione normativa di questa nuova tipologia di visto, al momento la procedura non è ancora operativa. Per rendere effettivamente possibile la presentazione delle domande sarà necessario attendere ulteriori provvedimenti attuativi del Governo italiano.

In particolare, è atteso un decreto che definisca in modo dettagliato le modalità di applicazione della misura, la documentazione richiesta e le procedure amministrative per l’ottenimento del visto. Solo dopo l’adozione di questo provvedimento sarà possibile avviare concretamente le richieste presso i consolati italiani.

Di conseguenza, il nuovo visto rappresenta oggi una prospettiva importante per molti discendenti di italiani nel mondo, ma la sua effettiva attuazione dipenderà dai prossimi passi normativi delle autorità italiane.

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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.

Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana.