Lo scorso 14 gennaio 2026 si è concluso l’iter di approvazione definitiva della legge che ridefinisce in modo profondo l’organizzazione dei servizi consolari e le modalità di gestione della cittadinanza italiana per discendenza. Il disegno di legge era Stato approvato dalla camera nell’ottobre 2025 ed ora ha ricevuto l’approvazione finale del Senato – con la sua prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la reforma diverrà efficace.
L’intento dichiarato è quello di rendere più uniforme il funzionamento delle sedi diplomatiche e a centralizzare, presso Roma, le pratiche legate al riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis mediante l’istituzione di un Servizio per la Ricostruzione della Cittadinanza Italiana che si occuperà di tutte le richieste di cittadinanza italiana per discendenza.
La conseguenza di questa rifroma è quella di spogliare i consolati italiani all’estero della competenza a trattare le domande di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis: I consolati manterranno soltanto la competenza per i minorenni e per la conferma dello status dei cittadini già riconosciuti.
Sebbene il governo abbia giustificato la centralizzazione delle competenze con la necessità di garantire procedure più omogenee e controlli più rigorosi sull’autenticità dei documenti, restano perplessità sulle effettive modalità con le quali avverrà la trattazione delle domande, posto che la reforma prevede, tra le altre cose, un’allungamento delle tempistiche di trattazione a 36 mesi, la necessità dell’invio della documentazione in originale cartaceo a cura e spese dei ricorrenti e un numero massimo di pratiche trattabili in corso d’anno.
La riforma approvata, oltre alle misure in materia di cittadinanza italiana iure sanguinis, include ulteriori modifiche in merito al registro AIRE (il registro dei cittadini italiani residenti all’estero), che viene integrato nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, e il ritorno della “doppia legalizzazione” dei documenti formati all’estero.
L’entrata in vigore delle nuove norme è prevista in maniera progressiva fino al 2028, con un periodo transitorio che permetterà ai consolati di concludere le pratiche di cittadinanza italiana già in corso.
I cambiamenti introdotti avranno certamente un impatto significativo, soprattutto sui discendenti italiani residenti all’estero interessati al riconoscimento del loro status civitatis, e il funzionamento del nuovo sistema dovrà essere verificato in concreto, benchè le premesse facciano pensare ad un generale rallentamento dovuto allá centralizzazione delle richieste e alle limitazioni previste.
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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.
Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana.