La vicenda relativa al riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza entra in una nuova fase. Con un’ordinanza pubblicata ieri 23 luglio 2026, la Corte Costituzionale ha deciso di sospendere il proprio giudizio e di sottoporre alcune questioni interpretative alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE), chiamata a chiarire il corretto rapporto tra la normativa italiana e il diritto dell’Unione.
La decisione arriva dopo l’esame delle questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Campobasso e Mantova. Sebbene fosse attesa una pronuncia definitiva sulla conformità delle disposizioni contestate, la Consulta ha ritenuto necessario acquisire preliminarmente l’interpretazione del diritto europeo prima di esprimersi nel merito.
Perché interviene la Corte di Giustizia UE
Quando un giudice nazionale ritiene che la soluzione di una controversia dipenda dall’interpretazione del diritto dell’Unione Europea, può ricorrere al cosiddetto rinvio pregiudiziale. Attraverso questo meccanismo, la Corte di Giustizia fornisce un’interpretazione vincolante delle norme europee, consentendo poi al giudice nazionale di definire il procedimento in conformità ai principi stabiliti.
Nel caso della cittadinanza per discendenza, la Corte Costituzionale ha ritenuto che alcuni aspetti richiedano un chiarimento preventivo da parte del giudice europeo, considerata la rilevanza delle questioni coinvolte e le possibili conseguenze sull’ordinamento italiano.
Come si svolgerà il procedimento europeo e le sue tempistiche
Il procedimento davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea si articola generalmente in una fase scritta e in una fase orale che richiedono complessivamente tra i 16 e i 18 mesi in genere, anche se la durata può variare in base alla complessità della controversia o all’eventuale carattere di urgenza del caso.
Durante la fase scritta, le parti coinvolte, gli Stati membri, le istituzioni europee e gli altri soggetti legittimati possono presentare osservazioni per illustrare le proprie posizioni giuridiche. Successivamente si svolge l’udienza pubblica e, nella maggior parte dei casi, vengono formulate anche le conclusioni dell’Avvocato Generale, che costituiscono un importante contributo giuridico, pur non essendo vincolanti.
Solo dopo la pubblicazione della sentenza della Corte di Giustizia il fascicolo tornerà alla Corte Costituzionale italiana, che potrà pronunciarsi definitivamente tenendo conto dell’interpretazione fornita dal giudice europeo.
Di conseguenza, una decisione definitiva sulla questione non è attesa nel breve periodo. Fino ad allora, il procedimento resterà sospeso in attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia.
Una decisione destinata ad avere effetti rilevanti
Il rinvio disposto dalla Corte Costituzionale rappresenta un passaggio di particolare importanza, anche perché non è frequente che la Consulta ricorra a questo strumento in controversie di tale natura. La scelta evidenzia la volontà di verificare che la disciplina italiana sia pienamente compatibile con il quadro normativo europeo prima di adottare una decisione definitiva.
L’esito del giudizio potrebbe incidere in modo significativo sulle future richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza, un tema che interessa un numero elevato di persone di origine italiana residenti all’estero. Proprio per questo motivo, la pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea è destinata a essere seguita con grande attenzione, poiché contribuirà a delineare il quadro giuridico entro il quale saranno valutate le future decisioni della magistratura italiana.
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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.
Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana.
Articolo modificato in data 24/07/2026