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Come si ottiene il permesso di soggiorno per collaboratori domestici di cittadini italiani o UE che si trasferiscono in Italia?

Procedure per l’ingresso e il soggiorno in Italia di collaboratori domestici extra-UE

Il trasferimento in Italia di cittadini italiani o UE con collaboratori domestici non comunitari richiede il rispetto di una procedura specifica. La normativa prevede requisiti precisi per garantire la continuità del rapporto di lavoro e la regolarità del soggiorno del lavoratore

Chi desidera assumere un collaboratore domestico proveniente dall’estero deve conoscere le procedure previste dalla normativa italiana per l’ingresso e il lavoro dei cittadini non comunitari. Il percorso principale consiste nell’ottenere un visto per l’Italia che consenta lo svolgimento di attività domestica, come colf, badanti o baby-sitter, e successivamente il relativo permesso di soggiorno.

In linea generale, l’Italia prevede due modalità di ingresso: attraverso le quote annuali stabilite dal decreto flussi, oppure tramite procedure fuori quota per i cosiddetti “casi particolari”.

Questo secondo caso riguarda specificamente i cittadini italiani o europei che già collaborano da almeno un anno con un lavoratore extra-UE all’estero, i quali hanno la possibilità di richiedere il nulla osta al lavoro fuori quota in qualsiasi momento dell’anno, facilitando così il proseguimento del rapporto di lavoro in Italia.

Il primo passo per assumere un collaboratore domestico nel caso di cittadini italiani o europei residenti all’estero che si trasferiscono in Italia è ottenere lil nulla osta al lavoro domestico, che si richiede online tramite il portale del Ministero dell’Interno. I requisiti fondamentali da rispettare, oltre alla disponibilità di un reddito adeguato da parte del datore di lavoro e la messa a disposizione di un alloggio idoneo, sono (i) la pregressa esistenza all’estero, per almeno un anno, di un rapporto di lavoro tra il cittadino italiano/UE e il collaboratore domestico, e (ii) il fatto che il trasferimento in Italia, con relativa iscrizione all’Anagrafe del Comune di residenza, del cittadino italiano/europeo sia contestuale alla richiesta di rilascio di nulla osta al lavoro per il collaboratore domestico.

Una volta ottenuto il nulla osta, il lavoratore può recarsi presso la rappresentanza diplomatica italiana del proprio paese di residenza per richiedere il visto per l’Italia. Dopo l’ingresso, entro otto giorni è necessario sottoscrivere il contratto di soggiorno e avviare la pratica per il permesso di soggiorno, tramite PEC o firma autografa, in base alle nuove procedure semplificate.

In sintesi, il percorso per ottenere il permesso di soggiorno per collaboratori domestici di cittadini italiani o europei richiede una corretta pianificazione e attenzione ai dettagli normativi: dal nulla osta, alla richiesta del visto per l’Italia, fino alla registrazione del contratto, garantendo così un rapporto di lavoro regolare e sicuro.

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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.


Articolo scritto da Alessia AjelliManaging Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana, e Paolo GrassiTrainee of LCA Studio Legale.