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Corte di Cassazione, cittadinanza e minor issue: udienza il prossimo 14 aprile 2026

La Corte di Cassazione dovrà chiarire il “minor issue” e la possibile retroattività delle nuove regole sulla cittadinanza italiana

La pronuncia che seguirá all’udienza del prossimo 14 aprile 2026 potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per chiarire un quadro normativo che, negli ultimi anni, ha generato incertezza e contenziosi

Il prossimo 14 aprile 2026 la Corte di Cassazione sarà chiamata ad affrontare una delle questioni più discusse degli ultimi mesi in materia di cittadinanza italiana. Dopo un lungo periodo di incertezza e di interpretazioni contrastanti, i giudici esamineranno finalmente i ricorsi riguardanti il cosiddetto “minor issue” e gli effetti delle più recenti modifiche legislative.

L’udienza assume un’importanza particolare perché potrebbe incidere su migliaia di persone che rivendicano il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis. Da tempo, infatti, il dibattito ruota attorno a due profili fondamentali: da un lato, la possibile applicazione retroattiva delle nuove norme introdotte nel 2025; dall’altro, la perdita della cittadinanza da parte dei figli minorenni quando l’ascendente italiano acquisisce una cittadinanza straniera.

Il nodo della retroattività

Tra gli aspetti che la Corte dovrà valutare vi è l’impatto del Decreto-Legge n. 36/2025, successivamente convertito nella Legge n. 74/2025. La riforma ha previsto un limite generazionale per chi richiede il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza.

Secondo numerosi ricorrenti, tuttavia, tale disciplina non potrebbe essere applicata a situazioni già esistenti. La ragione è semplice: chi nasce da un ascendente italiano sarebbe titolare della cittadinanza fin dalla nascita, anche se il relativo riconoscimento viene richiesto soltanto molti anni dopo.

Per questo motivo, una parte della dottrina sostiene che una norma introdotta successivamente non possa eliminare retroattivamente un diritto originario. Inoltre, viene evidenziato come il decreto-legge, essendo uno strumento previsto per fronteggiare situazioni urgenti e straordinarie, non dovrebbe incidere su diritti già maturati in precedenza.

La questione dei minori

Il secondo tema al centro dell’udienza riguarda il cosiddetto “minor issue”, vale a dire la perdita della cittadinanza italiana da parte dei figli minorenni quando il genitore o l’ascendente italiano si naturalizza in un altro Paese.

La Corte dovrà chiarire in particolare come debbano essere interpretati gli articoli 7 e 12 della Legge n. 555 del 1912. Il dubbio riguarda i casi in cui il cittadino italiano diventa cittadino di uno Stato straniero e i figli, nati in quel Paese, ottengono automaticamente la cittadinanza locale in virtù del principio dello ius soli.

Secondo una prima interpretazione, il minore perderebbe automaticamente anche la cittadinanza italiana insieme al genitore naturalizzato. Un’altra lettura, invece, ritiene che il figlio mantenga il diritto alla cittadinanza italiana, soprattutto quando la cittadinanza straniera viene acquisita automaticamente alla nascita e non per una scelta volontaria.

È proprio su questo punto che la Cassazione sarà chiamata a prendere posizione, fornendo un orientamento destinato ad avere effetti rilevanti nei procedimenti futuri.

Una decisione attesa

La pronuncia che seguirà all’udienza del prossimo 14 aprile 2026 potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per chiarire un quadro normativo che, negli ultimi anni, ha generato incertezza e contenziosi. Le aspettative sono elevate, sia tra gli operatori del diritto sia tra le comunità di discendenti italiani residenti all’estero e per

molti, si tratterà di una sentenza destinata a segnare il futuro della cittadinanza italiana per discendenza.

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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.

 

Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana, e Paolo Grassi, Trainee of LCA Studio Legale.