Dal 2027 l’ETIAS entrerà a far parte delle procedure che i cittadini di Paesi esenti dall’obbligo di visto dovranno considerare prima di viaggiare verso destinazioni europee. Si tratta di un’autorizzazione elettronica al viaggio, pensata per rafforzare i controlli preliminari sui viaggiatori che intendono effettuare soggiorni di breve durata nello spazio europeo interessato dal sistema.
L’ETIAS non è un visto e non modifica, di per sé, le regole che disciplinano l’ingresso in Europa. Il suo funzionamento è piuttosto paragonabile a quello di un’autorizzazione preventiva: prima della partenza, le autorità verificano le informazioni fornite dal viaggiatore e stabiliscono se esistono motivi per negare tale autorizzazione.
Chi dovrà richiederlo
L’obbligo riguarderà i cittadini di Paesi terzi che possono attualmente viaggiare senza visto verso i 30 Paesi europei che applicheranno l’ETIAS. Chi, invece, è già soggetto all’obbligo di visto per entrare nell’area interessata dovrà continuare a seguire la procedura prevista per il visto appropriato. In questo senso, ETIAS e visto non sono strumenti intercambiabili: avere bisogno di un visto per l'Italia, per esempio, dipende dalla cittadinanza del viaggiatore e dalle regole applicabili alla sua situazione.
L’autorizzazione sarà associata elettronicamente al passaporto utilizzato durante la richiesta. Questo collegamento è particolarmente importante perché il viaggiatore dovrà presentarsi alla frontiera con lo stesso documento indicato nella domanda. Se nel frattempo il passaporto viene sostituito, anche quando l’ETIAS precedente sarebbe ancora teoricamente valido, sarà necessario presentare una nuova richiesta.
Come si presenterà la domanda ETIAS
La procedura sarà interamente digitale e potrà essere effettuata attraverso il sito ufficiale dell’ETIAS oppure tramite l’applicazione mobile ufficiale. Il richiedente dovrà inserire i dati richiesti e fornire le informazioni necessarie affinché il sistema possa effettuare i controlli previsti.
Per la maggior parte delle persone la procedura dovrebbe concludersi rapidamente. In molti casi la decisione arriverà in pochi minuti, ma non è possibile considerare questo intervallo come una garanzia. Alcune domande potrebbero infatti richiedere verifiche supplementari. In tali circostanze, la risposta potrà arrivare entro quattro giorni; il termine può estendersi fino a 14 giorni quando vengono richieste ulteriori informazioni o documenti e arrivare fino a 30 giorni qualora sia necessario un colloquio.
Per questo motivo, chi programma un viaggio nel 2027, quando il sistema dovrebbe entrare in vigore (salvo eventuali ulteriori proroghe), farà bene a non ridurre la richiesta ETIAS a un’operazione da effettuare all’ultimo momento. Anticipare la procedura consente di avere il tempo necessario per gestire eventuali richieste aggiuntive o problemi con i dati inseriti.
La richiesta avrà un costo di 20 euro, anche se la normativa prevede alcune categorie di viaggiatori esentate dal pagamento. Una volta inoltrata la domanda, il richiedente riceverà una comunicazione elettronica che confermerà la presentazione e conterrà un numero di riferimento. È consigliabile conservarlo, perché potrà essere utile per consultare successivamente la pratica.
Cosa succede dopo la richiesta
L’esito della procedura arriverà tramite e-mail. In caso di autorizzazione, sarà importante controllare attentamente le informazioni riportate, soprattutto il nome e il numero del passaporto. Un errore nei dati può creare problemi al momento della partenza o del controllo alla frontiera, rendendo necessario intervenire prima del viaggio.
Anche un eventuale rifiuto non arriverà senza spiegazioni. La comunicazione conterrà infatti le ragioni della decisione e indicherà le modalità attraverso cui il richiedente può presentare ricorso, oltre a specificare l’autorità competente e i termini entro i quali esercitare questo diritto.
Quanto durerà l’autorizzazione
Una volta concessa, l’autorizzazione ETIAS avrà generalmente una validità di tre anni. Esiste però un limite legato al passaporto: se il documento utilizzato per presentare la domanda scade prima dei tre anni, la validità dell’ETIAS terminerà con esso.
Durante il periodo di validità, l’autorizzazione potrà essere utilizzata per più viaggi, purché siano rispettate le condizioni previste per i soggiorni di breve durata. La regola generale rimarrà quella dei 90 giorni nell’arco di un periodo di 180 giorni. Non si tratta quindi di un permesso che consente di soggiornare senza limiti nei Paesi interessati, ma di uno strumento collegato alle condizioni già previste per i viaggi senza visto.
Il conteggio dei giorni deve essere considerato con attenzione soprattutto da chi effettua diversi viaggi nell’arco di pochi mesi. Inoltre, per chi si reca a Cipro, il periodo trascorso nel Paese viene calcolato separatamente rispetto al limite applicato agli altri Paesi europei che richiedono l’ETIAS.
L’autorizzazione non equivale a un ingresso automatico
Uno degli aspetti più importanti da comprendere è che ottenere l’ETIAS non significa avere automaticamente il diritto di entrare nel territorio europeo.
L’autorizzazione serve infatti a superare il controllo preliminare, ma al momento dell’arrivo le autorità di frontiera continueranno a verificare che il viaggiatore soddisfi tutte le condizioni d’ingresso. Potranno quindi essere richiesti il passaporto e gli altri documenti necessari e, se i requisiti non risultano rispettati, l’ingresso potrà essere negato nonostante l’ETIAS sia stato approvato.
Anche per questo è essenziale che il passaporto sia quello utilizzato nella domanda e che rispetti i requisiti di validità previsti. In linea generale, il documento deve avere una validità residua di almeno tre mesi oltre la data prevista per la partenza dai Paesi europei interessati, salvo le eccezioni contemplate dalle norme.
Cosa cambierà concretamente per chi viaggia nel 2027
Per molti viaggiatori, la principale novità sarà quindi l’introduzione di un passaggio digitale da completare prima della partenza. Non sarà sufficiente sapere che la propria cittadinanza consente di viaggiare senza visto: prima di mettersi in viaggio sarà necessario verificare se, in base alla propria situazione, occorre anche un’ETIAS valida.
La procedura non sostituirà il controllo di frontiera e non eliminerà le verifiche effettuate all’arrivo. Il suo obiettivo sarà piuttosto anticipare parte dei controlli prima del viaggio, permettendo alle autorità di disporre in anticipo delle informazioni relative ai viaggiatori interessati.
In pratica, chi organizzerà un soggiorno breve nel 2027 dovrà considerare l’ETIAS insieme agli altri aspetti tradizionali della preparazione del viaggio. Prima della partenza sarà opportuno verificare che l’autorizzazione sia ancora valida, che i dati coincidano perfettamente con quelli del passaporto e che il periodo complessivo di permanenza rispetti il limite consentito.
L’entrata in vigore dell’ETIAS rappresenterà dunque un cambiamento soprattutto sul piano della preparazione del viaggio. Per i cittadini che possono beneficiare del regime di esenzione dal visto, non si tratterà di richiedere un visto tradizionale, ma di ottenere preventivamente un’autorizzazione elettronica collegata al proprio documento di viaggio. Una distinzione importante, soprattutto per evitare di confondere l’ETIAS con una procedura di visto o con una garanzia automatica di ingresso in Europa.
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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.
Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana.
Articolo modificato in data 12/08/2026