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Nuova questione di incostituzionalità della normativa sulla cittadinanza italiana per discendenza: il Tribunale di Campobasso si unisce agli altri Tribunali

Il caso sarà ora valutato dalla Corte Costituzionale insieme ad altri ricorsi analoghi.

The Court of Campobasso challenges the citizenship-by-descent reform and refers the issue to the Constitutional Court.

Il dibattito sulla recente riforma della cittadinanza italiana per discendenza si arricchisce di un nuovo capitolo. Il Tribunale ordinario di Campobasso ha infatti sollevato una questione di legittimità costituzionale contro la norma che limita il riconoscimento della cittadinanza jure sanguinis, rinviando gli atti alla Corte Costituzionale e sospendendo il procedimento principale.

La disposizione contestata è l’articolo 3-bis della legge n. 91 del 1992, introdotto dalla legge n. 74 del 2025, che ha stabilito un termine ultimo — il 27 marzo 2025 — entro il quale presentare le domande di riconoscimento della cittadinanza per discendenza. Secondo il giudice, la norma inciderebbe retroattivamente su situazioni giuridiche già esistenti, mettendo in discussione lo status di cittadinanza di soggetti nati da linea italiana.

Un diritto che nasce con la nascita

Nell’ordinanza, il tribunale evidenzia come la cittadinanza per discendenza sia, secondo la giurisprudenza consolidata, uno status che si acquisisce automaticamente alla nascita e che può essere perduto soltanto per rinuncia volontaria. In questa prospettiva, la nuova normativa non si limiterebbe a regolare le modalità di riconoscimento, ma finirebbe per incidere su un diritto già esistente.

Il giudice richiama la posizione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che nel 2022 hanno ribadito il carattere permanente e imprescrittibile della cittadinanza acquisita per nascita. L’introduzione di un termine perentorio, dunque, determinerebbe di fatto una perdita automatica dello status per chi non abbia ancora ottenuto il riconoscimento formale, configurando una misura incompatibile con i principi di ragionevolezza e di tutela dell’affidamento.

Disparità di trattamento e cittadinanza europea

Un altro punto critico individuato dal tribunale riguarda il criterio temporale adottato dalla legge. Il riferimento alla data di presentazione della domanda creerebbe, secondo l’ordinanza, una disparità tra persone in situazioni identiche, penalizzando chi non ha potuto presentare l’istanza per ragioni indipendenti dalla propria volontà, come ostacoli amministrativi o difficoltà economiche.

La decisione sottolinea inoltre che la perdita della cittadinanza italiana comporterebbe automaticamente anche quella dell’Unione europea, senza alcuna valutazione individuale di proporzionalità. Tale effetto potrebbe entrare in contrasto con l’articolo 20 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che tutela lo status di cittadino europeo.

Un nuovo ricorso in attesa della Corte Costituzionale

L’iniziativa del Tribunale di Campobasso si inserisce in un contesto già segnato da altri procedimenti analoghi. La Corte Costituzionale ha infatti fissato per l’11 marzo 2026 l’udienza relativa a due ricorsi provenienti dai tribunali di Torino e Mantova, anch’essi incentrati sull’articolo 3-bis.

Con la nuova ordinanza, si apre forse la possibilità che il caso molisano venga esaminato insieme agli altri, così da consentire una pronuncia unitaria e con effetti omogenei su tutto il territorio nazionale, evitando interpretazioni divergenti.

Il caso concreto

Il procedimento di Campobasso riguarda due cittadine brasiliane, madre e figlia, discendenti dirette di un cittadino italiano nato a Bojano nel 1881. La documentazione genealogica presentata nel giudizio, secondo la normativa precedente alla riforma del 2025, avrebbe consentito il riconoscimento della cittadinanza senza particolari ostacoli.

Il tribunale ha tuttavia ritenuto che la nuova disciplina incida su situazioni già consolidate e possa violare diversi principi costituzionali, tra cui quelli sanciti dagli articoli 2, 3, 22, 72, 77 e 117 della Costituzione, oltre a presentare possibili profili di incompatibilità con il diritto dell’Unione europea.

Spetterà ora alla Corte Costituzionale decidere se esaminare congiuntamente anche il caso di Campobasso nell’udienza già prevista o fissare una nuova data per una trattazione complessiva delle questioni sollevate. La decisione avrà un impatto determinante sul futuro delle domande di cittadinanza per discendenza e sull’interpretazione della normativa in base alla recente riforma.

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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.


Articolo scritto da Alessia AjelliManaging Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana.