Il 2026 segna un momento di profondo cambiamento per gli italiani residenti fuori dal territorio nazionale. Con l’approvazione della Legge n. 11/2026, il Governo italiano ha avviato una revisione strutturale del sistema consolare e dei servizi destinati alle comunità italiane nel mondo.
La riforma prevede una fase di transizione destinata a protrarsi fino alla fine del 2028, mentre il nuovo modello entrerà pienamente a regime tra il 2029 e il 2030. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più efficiente il rapporto tra cittadini e amministrazione, semplificando le procedure, riducendo i tempi di attesa e ampliando progressivamente l’utilizzo degli strumenti digitali.
Nuove modalità per il riconoscimento della cittadinanza italiana
Uno degli aspetti più rilevanti della riforma riguarda le domande di riconoscimento della cittadinanza italiana presentate da figli maggiorenni di cittadini italiani residenti all’estero.
Nel periodo transitorio che terminerà il 31 dicembre 2028, i Consolati continueranno a ricevere le richieste, ma con un limite quantitativo collegato al numero di pratiche accettate nell’anno precedente. Questo significa che, in molti casi, sarà fondamentale informarsi preventivamente sulla disponibilità delle domande accoglibili presso la propria sede consolare di riferimento.
La normativa stabilisce inoltre che l’istruttoria dovrà concludersi entro un termine massimo di 36 mesi dalla presentazione della pratica.
A partire dal 1° gennaio 2029 cambierà invece completamente la gestione delle procedure. Le richieste non saranno più trattate direttamente dai Consolati, ma verranno centralizzate presso un apposito Ufficio del Ministero degli Affari Esteri. Le istanze dovranno essere inviate esclusivamente in formato cartaceo tramite posta, mentre tutte le comunicazioni ufficiali avverranno per posta elettronica all’indirizzo indicato dal richiedente, anche nel caso in cui non si tratti di una PEC. Rimarrà invariato il termine massimo di lavorazione pari a tre anni.
AIRE e integrazione con l’Anagrafe Nazionale
La riforma introduce anche importanti modifiche relative all’AIRE, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, che verrà progressivamente integrata all’interno dell’ANPR, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente.
Il legislatore ha inoltre ridefinito le categorie di cittadini che non saranno tenute all’iscrizione all’AIRE, soprattutto nei casi in cui il soggiorno all’estero sia legato a incarichi temporanei e permanga un forte legame amministrativo e fiscale con l’Italia.
L’esclusione riguarda, tra gli altri, i lavoratori stagionali, il personale della pubblica amministrazione inviato all’estero, dirigenti scolastici, docenti e personale scolastico fuori ruolo, dipendenti regionali impiegati presso uffici di rappresentanza internazionale, personale civile e militare con servizio continuativo all’estero e soggetti operanti nelle strutture NATO. La stessa disciplina si applicherà anche ai familiari conviventi di queste categorie professionali.
La legge apre inoltre alla possibilità di iscrizione facoltativa all’AIRE per quei cittadini che, pur mantenendo il domicilio fiscale in Italia, lavorano all’estero presso istituzioni dell’Unione Europea o organizzazioni internazionali.
Passaporti: stop ai rinnovi
Tra le novità più significative vi è anche la modifica delle regole relative ai passaporti italiani. Con l’entrata in vigore della nuova normativa non sarà più possibile procedere con il semplice rinnovo del documento alla scadenza. Ogni passaporto scaduto dovrà essere sostituito mediante il rilascio di un nuovo documento.
La riforma disciplina anche le procedure da seguire in caso di furto o smarrimento. Quando l’evento si verifica sul territorio italiano, il cittadino dovrà presentare denuncia alle autorità di polizia italiane. Se invece il fatto avviene all’estero, sarà necessario rivolgersi alle autorità locali e trasmettere successivamente la denuncia agli uffici consolari competenti. Qualora non sia possibile formalizzare la denuncia presso la polizia locale, il cittadino potrà rendere una dichiarazione direttamente al Consolato.
I nuovi passaporti saranno inoltre dotati di sistemi biometrici avanzati. Oltre alla fotografia e alla firma del titolare, il documento conterrà dati biometrici memorizzati in un microchip elettronico integrato.
Carta d’identità elettronica
Un’altra innovazione riguarda la Carta d’Identità Elettronica. Dal 3 agosto 2026 tutte le vecchie carte d’identità cartacee dovranno essere sostituite obbligatoriamente dalla CIE, indipendentemente dalla data di scadenza riportata sul documento.
Per gli italiani residenti all’estero viene introdotta una semplificazione importante: dal 1° giugno 2026 la richiesta della Carta d’Identità Elettronica potrà essere effettuata non soltanto presso il Consolato territorialmente competente, ma anche in qualsiasi Comune italiano.
La CIE rappresenta oggi uno strumento fondamentale per l’accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione. Oltre a riportare il codice fiscale del titolare, il documento include le impronte digitali e può essere utilizzato come sistema di autenticazione elettronica alternativo allo SPID. Inoltre consente l’utilizzo della firma digitale per numerose operazioni amministrative online.
Un processo di modernizzazione destinato a cambiare il rapporto con i Consolati
La riforma dei servizi consolari punta quindi a modernizzare profondamente il sistema amministrativo italiano dedicato ai connazionali residenti all’estero. Centralizzazione delle pratiche, maggiore digitalizzazione e integrazione delle banche dati rappresentano i pilastri di un progetto che mira a rendere più rapidi ed efficienti i servizi consolari nei prossimi anni.
Per milioni di italiani nel mondo si apre dunque una nuova fase, caratterizzata da procedure differenti e da un progressivo passaggio verso strumenti sempre più digitali e centralizzati.
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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.
Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana, e Paolo Grassi, Trainee of LCA Studio Legale.
Articolo modificato in data 09/06/2026