L’Italia è una delle mete più apprezzate dai pensionati stranieri grazie al clima, alla qualità della vita e ai vantaggi fiscali previsti per chi trasferisce la propria residenza nel Paese. Per i cittadini extra-UE, il principale strumento per godere di queste opportunità e vivere stabilmente in Italia è il visto e permesso di soggiorno per residenza elettiva.
Il visto e permesso di soggiorno per residenza elettiva
Il visto e permesso di soggiorno per residenza elettiva è destinato a chi desidera trasferirsi in Italia senza lavorare. Per ottenerlo è necessario dimostrare di avere un alloggio e risorse economiche sufficienti a mantenersi stabilmente in Italia senza poter svolgere alcuna attività lavorativa.
In genere, il richiedente deve disporre di un reddito passivo di almeno 32.000 euro all’anno. Tuttavia, i Consolati italiani, che sono le autorità chiamate a decidere sulla concessione di questa tipología di visto nazionale, tendono a preferire candidati con una situazione economica più solida e stabile.
Sono considerati validi ai fini del rilascio del visto:
pensioni;
rendite finanziarie;
interessi bancari;
redditi da immobili;
dividendi o investimenti.
Requisiti relativi all’alloggio
Non è obbligatorio acquistare una casa in Italia per poter ottenere un visto per residenza elettiva. È sufficiente anche un contratto di locazione, purché abbia una durata di almeno un anno e sia regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate.
Prenotazioni alberghiere, Airbnb o semplici lettere di ospitalità non sono normalmente accettate. Possedere già un immobile in Italia, pur non essendo necessario, può comunque rafforzare la solidità della domanda di rilascio di visto.
È possibile lavorare?
Il titolare del visto e permesso di soggiorno per residenza elettiva non può svolgere alcuna attività lavorativa, né come dipendente, né come libero professionista, né da remoto per un’azienda straniera: il soggiorno in Italia deve essere finanziato esclusivamente attraverso redditi passivi.
I principali vantaggi fiscali e non
Chi si trasferisce in Italia con questo visto e permesso di soggiorno può ottenere diversi benefici.
Dopo cinque anni di residenza regolare è possibile richiedere il permesso di soggiorno per soggiornante di lungo periodo UE e dopo dieci anni, invece, ricorrendone tutti i presupposti di legge, si può presentare domanda di cittadinanza italiana per residenza.
Da un punto di vista fiscale, i pensionati stranieri che trasferiscono la propria residenza in Italia in alcuni specifici comuni del centro e del sud possono aderire a un regime fiscale agevolato che prevede una tassa fissa del 7% su tutti i redditi prodotti all’estero.
Questa opportunità riguarda in particolare chi sceglie di vivere in regioni come Sicilia, Calabria, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Molise o Basilicata.
Il titolare di un permesso di soggiorno per residenza elettiva, inoltre, una volta formalmente iscritto come residente in un Comune italiano può accedere al Servizio Sanitario Nazionale pagando un contributo annuale proporzionato al reddito. Anche se non gratuito, il costo resta generalmente contenuto (fino ad un massimo di circa 2.000 Euro per ogni año solare di iscrizione).
Conclusione
Per i pensionati extra-UE, l’Italia offre una combinazione molto interessante di qualità della vita, regime fiscale favorevole e possibilità di ottenere nel tempo la residenza permanente e la cittadinanza. Una buona preparazione della domanda di rilascio di visto per residenza elettiva e una corretta pianificazione fiscale sono però essenziali per aumentare le probabilità di successo.
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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.
Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana, e Paolo Grassi, Trainee of LCA Studio Legale.