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Visto per investitori in Italia: le 10 domande più frequenti

Guida alle opportunità, requisiti e vantaggi del programma di residenza per investitori stranieri in Italia

Il visto per investitori rappresenta una soluzione interessante per cittadini extra-UE che desiderano trasferirsi stabilmente in Italia attraverso un investimento significativo.

Negli ultimi anni l’Italia è diventata una destinazione sempre più interessante non solo per studenti, professionisti e nomadi digitali, ma anche per investitori stranieri ad alto patrimonio. Tra le varie possibilità di trasferimento a lungo termine, il visto per investitori — spesso definito anche “golden visa” — rappresenta una delle opzioni più vantaggiose per i cittadini extra-UE che desiderano vivere in Italia effettuando un investimento nell’economia italiana.

Di seguito rispondiamo alle 10 domande più frequenti sul visto per investitori in Italia.

1. Che cos’è il visto per investitori in Italia?

Il visto per investitori è un permesso speciale destinato ai cittadini non appartenenti all’Unione Europea che intendono effettuare un investimento significativo in Italia. Questo visto consente di soggiornare legalmente nel Paese per lunghi periodi e di accedere successivamente alla residenza permanente e, in alcuni casi, alla cittadinanza italiana.

2. Quali sono i vantaggi del “golden visa” italiano?

Uno dei principali vantaggi è la possibilità di vivere in Italia oltre il limite standard di 90 giorni previsto per i cittadini extra-UE nell’area Schengen. Il visto iniziale ha una validità di due anni e può essere rinnovato per ulteriori tre anni, purché vengano mantenuti i requisiti richiesti.

Inoltre, il titolare del visto può:

  • viaggiare liberamente nell’area Schengen;

  • accedere al sistema sanitario italiano;

  • vivere e lavorare in Italia;

  • richiedere la il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo dopo cinque anni.

3. Quali investimenti permettono di ottenere il visto?

La normativa italiana prevede diverse opzioni di investimento:

  • almeno 2 milioni di euro in titoli di Stato italiani;

  • almeno 1 milione di euro in una donazione filantropica destinata a settori di interesse pubblico, come cultura, ricerca scientifica, istruzione o tutela del patrimonio artistico;

  • almeno 500.000 euro in una società italiana già existente o in un fondo di venture capital;

  • almeno 250.000 euro in una startup innovativa italiana.

L’investimento deve rientrare in una sola categoria e non può essere suddiviso tra più opzioni.

4. È necessario effettuare l’investimento prima della richiesta del visto?

No. L’investimento non deve essere completato prima della domanda di visto. Tuttavia, il richiedente dovrà impegnarsi formalmente a realizzarlo entro tre mesi dall’ingresso in Italia.

È comunque consigliabile predisporre in anticipo la documentazione bancaria e finanziaria necessaria a dimostrare la disponibilità dei fondi.

5. Quali documenti sono richiesti?

Tra i principali documenti richiesti vi sono:

  • passaporto valido;

  • fotografia recente;

  • curriculum vitae;

  • documentazione relativa all’investimento;

  • certificati dei precedenti penali;

  • dichiarazione sull’origine lecita dei fondi da investire.

Le autorità competenti effettuano ulteriori controlli sulla provenienza del capitale e sul profilo del richiedente.

6. Che cos’è il nulla osta?

Il nulla osta è un’autorizzazione preliminare rilasciata dal Comitato per il visto investitori in Italia. Questo documento certifica che non esistono impedimenti al rilascio del visto.

La procedura di valutazione richiede generalmente circa 30 giorni, anche se in alcuni casi possono essere richiesti documenti integrativi.

7. Quanto tempo occorre per ottenere il visto?

Dopo il rilascio del nulla osta, il richiedente ha sei mesi di tempo per presentare la domanda di visto presso il consolato italiano competente nel proprio Paese di residenza.

Una volta ottenuto il visto ed entrati in Italia, sarà necessario richiedere il permesso di soggiorno entro otto giorni dall’arrivo.

8. Quanto dura il permesso di soggiorno?

Il primo permesso di soggiorno collegato al visto investitori ha una durata di due anni. Successivamente può essere rinnovato per altri tre anni e a seguire, a condizione che:

  • l’investimento venga mantenuto;

  • continuino a sussistere tutti i requisiti previsti dalla legge.

Entro tre mesi dall’ingresso in Italia, il titolare del visto dovrà inoltre dimostrare di aver effettuato concretamente l’investimento dichiarato.

9. È possibile ottenere la residenza permanente o la cittadinanza italiana?

Sì. Dopo cinque anni di residenza legale continuativa in Italia, è possibile richiedere il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo UE, se il richiedente ne rispetta i requisiti.

Successivamente, dopo dieci anni di residenza, i titolari di visto e permesso per investitori possono presentare domanda di cittadinanza italiana per naturalizzazione. In alcuni casi specifici, come per persone con origini italiane, i tempi possono essere ridotti in base alla normativa vigente (2 anni di residenza, appunto, per discendenti di cittadini italiani).

10. Il visto per investitori è soggetto a quote annuali?

No. A differenza di altri tipi di visto per lavoro, il visto per investitori non è soggetto al cosiddetto “decreto flussi” né a limiti numerici annuali. Ciò significa che la domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno.

Conclusione

Il visto per investitori rappresenta una soluzione interessante per cittadini extra-UE che desiderano trasferirsi stabilmente in Italia attraverso un investimento significativo. Grazie alla durata del permesso, alla libertà di movimento nell’area Schengen, all’opportunità di optare per regimi fiscali agevolati (“flat tax” o “regime impatriati” o ancora “pensioners’ tax”) e alla possibilità di ottenere in futuro un permesso di soggiorno per soggiornante di lungo periodo o la cittadinanza italiana, il programma italiano si conferma tra le opzioni più competitive in Europa.

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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.

Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana. 

Article updated on 28/05/2026