L’adozione da parte di un cittadino italiano può rappresentare, per una persona straniera, un importante momento di cambiamento anche sotto il profilo giuridico. Tuttavia, quando l’adozione riguarda un soggetto che ha già raggiunto la maggiore età, le conseguenze in materia di cittadinanza sono differenti rispetto a quelle previste per i minori. In particolare, il legame adottivo non determina automaticamente l’acquisizione della cittadinanza italiana, ma consente all’interessato di accedere a una specifica procedura di naturalizzazione, subordinata al rispetto di determinate condizioni.
Cittadinanza italiana e adozione di una persona maggiorenne
La disciplina italiana distingue chiaramente l’adozione di un minore straniero da quella di un individuo che abbia già compiuto diciotto anni. Nel secondo caso, l’adottato conserva la cittadinanza del proprio Paese d’origine e non diventa cittadino italiano per effetto diretto della pronuncia di adozione.
La possibilità di ottenere la cittadinanza italiana è comunque prevista dalla Legge n. 91 del 1992, che all’articolo 9, comma 1, lettera b), riconosce allo straniero maggiorenne adottato da un cittadino italiano il diritto di presentare una domanda di concessione della cittadinanza, purché abbia maturato almeno cinque anni di residenza legale in Italia successivamente all’adozione.
Si tratta, dunque, di un percorso autonomo rispetto all’acquisto automatico della cittadinanza previsto per altre fattispecie, nel quale il rapporto di adozione costituisce il presupposto per accedere alla procedura, mentre la residenza continuativa sul territorio nazionale rappresenta un requisito essenziale.
Il requisito della residenza dopo l’adozione
Uno degli aspetti più rilevanti per chi intende intraprendere questo percorso riguarda il periodo di permanenza in Italia. I cinque anni richiesti dalla normativa devono essere maturati successivamente alla pronuncia di adozione e presuppongono una residenza legale e ininterrotta nel territorio italiano.
Non è pertanto sufficiente aver vissuto in Italia per un periodo significativo prima dell'adozione, né il solo fatto di essere stato adottato da un cittadino italiano consente di presentare immediatamente la domanda. Occorre verificare che, dalla data della sentenza, sia trascorso l'intero periodo previsto dalla legge senza interruzioni della residenza rilevante ai fini del procedimento.
Durante questa fase, l'interessato deve inoltre mantenere una posizione regolare sotto il profilo amministrativo e, quando necessario, assicurarsi di disporre di un valido permesso di soggiorno, così da poter documentare la propria permanenza legale nel Paese.
Presentazione della domanda e valutazione dell'istanza
Una volta soddisfatto il requisito quinquennale, la persona adottata può avviare il procedimento per la concessione della cittadinanza italiana. La domanda deve essere indirizzata al Ministero dell'Interno attraverso la Prefettura competente in relazione al luogo di residenza dell'interessato.
La Prefettura svolge un ruolo centrale nell'esame della pratica, verificando la sussistenza delle condizioni previste dalla legge e la regolarità della documentazione presentata. L'istruttoria amministrativa precede l'adozione del provvedimento conclusivo, che viene formalizzato mediante decreto del Presidente della Repubblica.
Una volta emesso il decreto di concessione, il provvedimento viene notificato all'interessato attraverso gli uffici competenti. È importante sottolineare che la notifica del decreto, pur rappresentando un passaggio decisivo del procedimento, non coincide ancora con il momento in cui si acquista effettivamente la cittadinanza.
Il giuramento e il momento di acquisto della cittadinanza
Dopo aver ricevuto la notifica del decreto, il beneficiario deve presentarsi presso l'Ufficiale dello Stato Civile del Comune di residenza per prestare il giuramento di fedeltà alla Repubblica italiana.
Questo adempimento deve essere effettuato entro sei mesi dalla data di notifica del provvedimento, secondo le modalità concordate con l'ufficio comunale. Il rispetto di tale termine è particolarmente importante, poiché il giuramento costituisce una condizione necessaria per perfezionare l'acquisto della cittadinanza.
La cittadinanza italiana viene acquisita a partire dal giorno successivo a quello in cui il giuramento è stato regolarmente prestato. Soltanto da quel momento l'interessato assume, a tutti gli effetti, lo status di cittadino italiano, con le conseguenti possibilità di esercitare i diritti riconosciuti dall'ordinamento.
Tra questi rientra anche la possibilità di richiedere il passaporto italiano, una volta completati gli adempimenti amministrativi necessari e aggiornati i dati relativi alla cittadinanza.
Gli adempimenti presso il Comune e la documentazione necessaria
Il completamento della procedura richiede anche alcuni adempimenti di natura civilistica. In occasione del giuramento, l'Ufficiale dello Stato Civile registra l'atto nei registri di cittadinanza e provvede alla trascrizione del decreto presidenziale secondo le disposizioni applicabili.
Per le persone nate all'estero, può essere necessario procedere anche alla trascrizione dell'atto di nascita nei registri italiani. A tal fine, l'interessato deve presentare il proprio certificato di nascita in originale, assicurandosi che sia conforme alle formalità previste per il suo utilizzo in Italia. A seconda del Paese di provenienza, il documento potrebbe richiedere la legalizzazione o l'apposizione dell'apostille, oltre a una traduzione conforme in lingua italiana.
Anche il decreto di concessione della cittadinanza, nella versione notificata, deve essere presentato al Comune per consentire la corretta registrazione dell'acquisto dello status civitatis. Gli adempimenti documentali devono quindi essere coordinati con le indicazioni dell'ufficio di Stato Civile competente.
Tempi della procedura
Per quanto riguarda i tempi, occorre distinguere tra la fase istruttoria presso la Prefettura e gli adempimenti successivi alla notifica del decreto. Il procedimento amministrativo può richiedere un periodo significativo per la verifica della documentazione e l'adozione del provvedimento, mentre il giuramento deve necessariamente essere effettuato entro il termine di sei mesi dalla notifica.
È pertanto opportuno programmare con attenzione le diverse fasi, evitando ritardi nella presentazione dei documenti o nella convocazione presso il Comune.
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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.
Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione e cittadinanza italiana.
Articolo modificato in data 03/11/2026