La Cassazione chiarisce definitivamente la questione del minor issue
Con la sentenza n. 24045 del 26 luglio 2026, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno posto fine a una delle controversie più rilevanti in materia di cittadinanza italiana iure sanguinis: la cosiddetta minor issue. Si tratta di una decisione destinata a incidere in modo significativo sull'interpretazione delle norme storiche contenute nella Legge n. 555 del 1912 e, di conseguenza, su numerose domande di riconoscimento della cittadinanza italiana.
Per anni, la giurisprudenza e la prassi amministrativa hanno fornito letture non sempre uniformi riguardo agli effetti della naturalizzazione del genitore italiano sulla posizione dei figli minorenni. La pronuncia delle Sezioni Unite offre ora un orientamento definitivo, distinguendo chiaramente le diverse situazioni previste dalla legge.
Il ruolo degli articoli 7 e 12 della Legge n. 555/1912
Il cuore della decisione riguarda l'interpretazione degli articoli 7 e 12 della storica Legge n. 555/1912, norme che disciplinavano i casi di perdita e conservazione della cittadinanza italiana prima dell'entrata in vigore della legislazione successiva.
Secondo la Corte, le due disposizioni si applicano a fattispecie differenti e non possono essere considerate intercambiabili.
Quando si applica l'articolo 7
L'articolo 7 tutela il minore che, fin dalla nascita, possiede già due cittadinanze.
Questo accade, ad esempio, quando un figlio nasce in uno Stato che attribuisce automaticamente la cittadinanza in base al principio dello ius soli, pur avendo un genitore italiano. In tale situazione il minore acquisisce contestualmente la cittadinanza italiana per discendenza e quella del Paese di nascita.
La Cassazione ha stabilito che la successiva naturalizzazione del genitore italiano all'estero non comporta automaticamente la perdita della cittadinanza italiana del figlio, proprio perché quest'ultimo era già cittadino di due Stati fin dal momento della nascita.
Quando trova applicazione l'articolo 12
Diversa è la situazione disciplinata dall'articolo 12.
Questa norma riguarda il minore che, al momento della nascita, possiede esclusivamente la cittadinanza italiana e acquisisce una cittadinanza straniera soltanto in conseguenza della naturalizzazione del genitore con il quale convive.
In questo caso l'acquisto della cittadinanza estera avviene in modo derivato, come effetto diretto della perdita della cittadinanza italiana da parte del genitore, secondo il sistema normativo vigente all'epoca.
Un principio destinato a incidere su numerosi procedimenti
La decisione delle Sezioni Unite rappresenta un punto di riferimento destinato a orientare sia i tribunali sia le autorità amministrative chiamate a valutare le domande di riconoscimento della cittadinanza italiana.
Il principio affermato dalla Corte è particolarmente rilevante per tutti coloro che erano già titolari di una doppia cittadinanza fin dalla nascita. In tali ipotesi, la perdita della cittadinanza italiana non può essere considerata una conseguenza automatica della naturalizzazione del genitore.
Secondo la Corte, infatti, la cittadinanza italiana può essere abbandonata solo attraverso una rinuncia valida ed espressa dall'interessato dopo il raggiungimento della maggiore età oppure dopo l'emancipazione, quando non è più soggetto alla potestà genitoriale.
Quali conseguenze pratiche
La sentenza offre finalmente maggiore certezza interpretativa in un settore che per anni ha generato decisioni contrastanti.
Molte posizioni che in passato erano state oggetto di contestazione potranno ora essere valutate alla luce dei criteri fissati dalla Corte di Cassazione, distinguendo con precisione tra chi era cittadino di due Stati fin dalla nascita e chi, invece, ha acquisito la cittadinanza straniera soltanto successivamente per effetto della naturalizzazione del genitore.
Attenzione alla normativa attualmente vigente
Sebbene questa decisione chiarisca definitivamente il funzionamento della disciplina storica contenuta nella Legge n. 555/1912, chi intende presentare oggi una domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana deve verificare attentamente anche i requisiti previsti dalla normativa attualmente in vigore.
In particolare, è opportuno valutare l'impatto delle disposizioni introdotte dalla Legge n. 74/2025, che ha modificato il quadro normativo applicabile alle nuove richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis.
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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.
Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana.
Articolo modificato in data 28/07/2026