L’Italia ha attuato una significativa riforma della legge sulla cittadinanza con il decreto legislativo dello scorso 28 marzo 2025, che introduce importanti modifiche sulla cittadinanza per discendenza. Alla luce di queste modifiche, si limita il diritto alla cittadinanza italiana solo ai discendenti di seconda generazione, cioè a coloro che hanno almeno un genitore o un nonno nato in Italia.
La riforma introduce anche un “criterio di collegamento attivo”, che impone ai cittadini italiani nati e residenti all'estero di dimostrare ogni 25 anni un effettivo legame con l'Italia, sia attraverso il voto, il rinnovo del passaporto o l'adempimento degli obblighi fiscali.
Impatto sulle procedure presso consolati italiani
Uno dei principali cambiamenti prospettati con riferimento al processo di riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza è la centralizzazione della valutazione delle domande di cittadinanza. Dall’entrata in vigore del decreto-legge 36/2025, i consolati italiani in varie parti del mondo, come a New York, Filadelfia, Houston, Rio de Janeiro e Santiago, hanno temporaneamente sospeso gli appuntamenti e l’accettazione delle domande di cittadinanza e trascrizione degli atti di nascita. Questo perché, secondo la complessiva riforma che è stata annunciata dal governo italiano, le domande di cittadinanza per discendenza non verranno più valutate dai consolati, ma dal Ministero degli Affari Esteri italiano (Farnesina). Anche se il decreto è ormai in vigore, deve comunque essere approvata la sua conversione in legge o dal Parlamento entro 60 giorni, quindi potrebbero ancora verificarsi delle modifiche.
Chi può chiedere il riconoscimento della cittadinanza secondo le nuove norme?
Secondo il decreto-legge n. 36/2025, saranno considerati cittadini italiani per nascita solo i discendenti nati fuori dall'Italia che:
Altri cambiamenti attesi
Nell'ambito della riforma generale decisa dal governo italiano, che come detto si basa sul principio del “criterio del legame attivo” che dimostra l'effettivo legame con l'Italia, è in discussione una nuova legge. La bozza di questa legge - che è ancora in fase di discussione e revisione - prevede ulteriori modifiche che sottolineano il concetto di legame effettivo con l'Italia, basato sullo stabilimento della residenza nel Paese. Tali modifiche previste includono:
Gli obiettivi della riforma dichiarati dal Governo
Secondo quanto dichiarato dal Governo italiano, questa riforma risponderebbe ad una crescita significativa delle richieste di cittadinanza dall'estero, che hanno fatto registrare un aumento del 40% della popolazione di italiani all'estero negli ultimi dieci anni. Ciò ha sovraccaricato i consolati e il sistema amministrativo e giudiziario italiano, generando più di 60.000 procedure pendenti dinanzi ai Tribunali. La riforma, quindi, avrebbe come obiettivo non solo a limitare l’accesso alla cittadinanza a coloro che hanno un legame più debole con l’Italia, ma anche a migliorare l’efficienza delle procedure, centralizzando il processo e concentrando gli sforzi sul mantenimento di un rapporto attivo e impegnato con il Paese.
In questo contesto, la nuova legislazione rafforzerebbe la necessità di un legame autentico con il Paese, distinguendo tra coloro che hanno un legame autentico con l’Italia e coloro che desiderano semplicemente i benefici della cittadinanza.
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