Il permesso “Van der Elst”, regolato dall’articolo 27, comma 1-bis del Decreto Legislativo 286/98, è destinato ai lavoratori extracomunitari già regolarmente assunti in un altro Paese dell’Unione Europea. Viene utilizzato quando queste persone devono essere temporaneamente inviate in Italia nell’ambito di un contratto d’opera o di servizi.
Durata e rinnovo
Validità iniziale: fino a 2 anni
Rinnovo: possibile fino a un massimo complessivo di 4 anni, a condizione che il rapporto contrattuale rimanga attivo
Chi può richiederlo?
Per essere idoneo, il lavoratore deve:
Essere assunto da un’azienda con sede in un altro Stato membro dell’UE
Avere un contratto valido con tale azienda
Essere trasferito in Italia da un’azienda italiana in esecuzione di un contratto d’opera o di servizi
Aver risieduto nell’altro Stato membro dell’UE per almeno 3 mesi
Al termine del periodo di distacco in Italia, il lavoratore deve fare ritorno nel Paese europeo nel quale è assunto.
Procedura semplificata
Non è richiesto il nulla osta al lavoro. Sono sufficienti tre passaggi:
Comunicazione d’ingresso allo Sportello Unico per l’Immigrazione (SUI) — senza necessità di visto
Entro 8 giorni dall’ingresso in Italia, prenotare un appuntamento al SUI per firmare il contratto di soggiorno e l’accordo di integrazione
Richiedere il permesso di soggiorno e completare la procedura con il rilevamento delle impronte digitali in Questura
Ritirare il permesso una volta pronto
Inoltre, l’azienda che invia il lavoratore deve rispettare il Decreto Legislativo 136/2016, inviando la dichiarazione di lavoratore distaccato (“Posted Worker Declaration”).
Curiosità: l’origine del nome
Il nome di questo permesso di soggiorno deriva da uno storico caso giudiziario: nel 1994, il cittadino belga Raymond Van der Elst trasferì in Francia, senza ulteriori permessi, alcuni dipendenti extracomunitari impiegati presso la sua azienda in Belgio. La Corte di Giustizia dell’UE stabilì che non potevano essere imposti requisiti aggiuntivi in tali casi, gettando le basi del principio che oggi conosciamo.
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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire una guida generale sull'argomento. È necessario richiedere una consulenza specifica per il proprio caso concreto.
Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana, e Paolo Grassi, Trainee of LCA Studio Legale.
Articolo aggiornato al 08/05/2026