Per molti cittadini extra-UE interessati a lavorare o vivere in Italia, la dimostrazione del valore del proprio titolo di studio rappresenta uno dei passaggi più importanti dell'iter amministrativo finalizzato all’ottenimento del visto e permesso di soggiorno e lavoro. Questo vale in particolare per chi desidera richiedere una Carta Blu UE o il visto per nomadi digitali, due strumenti pensati per attrarre professionisti altamente qualificati.
Negli ultimi anni, accanto alla tradizionale Dichiarazione di Valore (DoV) rilasciata dalle autorità consolari italiane, si è affermato anche l'attestato CIMEA, oggi sempre più utilizzato nelle procedure amministrative italiane. Ma quale delle due soluzioni conviene scegliere? La risposta dipende dalla propria situazione personale, dai tempi disponibili e dal tipo di procedura che si intende avviare.
Perché è necessario dimostrare il valore del titolo di studio?
L'Italia, come molti altri Paesi europei, richiede che i titoli di studio conseguiti all'estero siano adeguatamente verificati prima di poter essere utilizzati nell'ambito di alcune procedure amministrative.
L'obiettivo non è soltanto accertare l'autenticità del diploma o della laurea, ma anche comprenderne il livello accademico e la corrispondenza rispetto al sistema educativo italiano.
Questa verifica è spesso indispensabile quando il titolo costituisce uno dei requisiti fondamentali per ottenere un determinato visto o permesso di soggiorno, come avviene per la EU Blue Card o, in alcuni casi, per il visto destinato ai lavoratori da remoto.
Cos'è la Dichiarazione di Valore?
La Dichiarazione di Valore è un documento ufficiale rilasciato dal Consolato o dall'Ambasciata italiana competente nel Paese in cui è stato conseguito il titolo di studio.
Attraverso questo documento, l'autorità diplomatica certifica alcuni elementi essenziali, tra cui:
la natura dell'istituzione che ha rilasciato il titolo;
il livello del percorso formativo;
la durata degli studi;
il valore legale del diploma o della laurea nel Paese di origine.
Per molti anni la Dichiarazione di Valore è stata la modalità principale utilizzata dalle amministrazioni italiane per valutare i titoli esteri.
Che cos'è l'attestato CIMEA?
Il CIMEA (Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche) è l'organismo italiano appartenente alle reti internazionali dedicate al riconoscimento dei titoli di studio.
Tra i documenti che possono essere emessi dal CIMEA vi sono:
l'Attestato di Comparabilità;
l'Attestato di Verifica.
Questi certificati consentono di valutare il livello del titolo estero secondo criteri riconosciuti a livello internazionale e sono oggi accettati in un numero crescente di procedure amministrative italiane.
L'attestato CIMEA rappresenta una soluzione moderna e digitalizzata, particolarmente apprezzata da chi desidera evitare i tempi spesso variabili delle procedure consolari.
Dichiarazione di Valore e CIMEA: le principali differenze
Sebbene entrambi i documenti abbiano la funzione di facilitare la valutazione dei titoli stranieri, presentano caratteristiche differenti.
Autorità competente
La Dichiarazione di Valore viene rilasciata dalle rappresentanze diplomatiche italiane all'estero.
L'attestato CIMEA è invece emesso da un organismo specializzato nel riconoscimento dei titoli accademici.
Modalità di richiesta
Per ottenere una Dichiarazione di Valore è generalmente necessario interagire con il Consolato competente, rispettando le procedure locali e presentando la documentazione richiesta.
Il CIMEA, invece, mette a disposizione una procedura interamente digitale che, nella maggior parte dei casi, risulta più semplice da gestire anche a distanza.
Tempistiche
Uno degli aspetti che spesso orienta la scelta riguarda i tempi.
Le procedure consolari possono variare sensibilmente da Paese a Paese e dipendono dal carico di lavoro della sede diplomatica.
L'attestato CIMEA, invece, offre normalmente tempi più prevedibili, motivo per cui molti lo preferiscono quando devono rispettare scadenze ravvicinate, sebbene non sia sempre agevole, sopratutto per richiedenti che abbiano ottenuto il titolo in determinate giurisdizioni (p.e. Colombia), trovare uno slot libero per la presentazione della richiesta.
Quale documento è preferibile per la Carta Blu UE?
La Carta Blu UE è destinata ai lavoratori altamente qualificati provenienti da Paesi extra-UE e richiede, nella maggior parte dei casi, la dimostrazione del possesso di qualifiche professionali adeguate. Le recenti riforme hanno inoltre ampliato le possibilità di accesso, riconoscendo in alcune situazioni anche l'esperienza professionale come elemento qualificante.
Quando il requisito principale è rappresentato dal titolo universitario, sia la Dichiarazione di Valore sia l'attestato CIMEA possono risultare utili, purché siano accettati dall'autorità competente nell'ambito della specifica pratica.
Nella pratica, molti richiedenti scelgono il CIMEA per la maggiore rapidità della procedura, mentre altri continuano a preferire la Dichiarazione di Valore, soprattutto quando viene espressamente richiesta o consigliata dall'amministrazione competente.
E per il visto per nomadi digitali?
Anche il visto per nomadi digitali richiede la dimostrazione del possesso di determinati requisiti professionali e, in alcuni casi, della qualificazione accademica, in base agli stessi requisiti e procedure previste per la Carta Blu UE.
In queste circostanze, la documentazione relativa al titolo di studio serve a dimostrare il livello di preparazione del richiedente.
Conclusioni
La scelta tra Dichiarazione di Valore e attestato CIMEA non può essere considerata universale.
Chi privilegia una procedura tradizionale e consolare potrebbe orientarsi verso la Dichiarazione di Valore. Chi, invece, desidera un processo più rapido, digitale e sempre più riconosciuto dalle amministrazioni italiane potrebbe trovare nel CIMEA la soluzione più efficiente.
Prima di presentare una domanda di Carta Blu UE o di visto per nomadi digitali è comunque opportuno verificare attentamente quale documentazione sia richiesta nel caso concreto, così da evitare ritardi e semplificare l'intero procedimento amministrativo.
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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.
Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana, e Paolo Grassi, Trainee of LCA Studio Legale.
Articolo modificato in data 04/08/2026