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Permesso unico di soggiorno e lavoro: l’Italia avvia l’attuazione della Direttiva (UE) 2024/1233

Nuove regole europee per procedure più rapide e maggiori tutele dei lavoratori stranieri

L’Italia avvia l’attuazione della Direttiva (UE) 2024/1233, introducendo nuove regole sul permesso unico di soggiorno e lavoro per cittadini di Paesi terzi, con procedure più snelle e maggiori tutele

E’ stato approvato, in esame preliminare, lo schema di decreto legislativo di attuazione della Direttiva (UE) 2024/1233, che interviene in modo significativo sulla disciplina del permesso unico di soggiorno e lavoro per i cittadini di Paesi terzi.

La riforma si inserisce nel più ampio processo di armonizzazione delle politiche migratorie europee e mira a rendere le procedure più efficienti, trasparenti e coerenti con le esigenze del mercato del lavoro, rafforzando al contempo le tutele dei lavoratori stranieri.

Tempi procedimentali certi

Uno degli elementi di maggiore rilievo riguarda la definizione di termini procedurali vincolanti. Il procedimento di rilascio del permesso unico dovrà concludersi entro 90 giorni, salvo circostanze eccezionali debitamente motivate.

Si tratta di una previsione destinata ad incidere concretamente sulla prassi amministrativa, superando ritardi cronici che, in molti casi, hanno compromesso l’effettività del diritto al lavoro dei cittadini stranieri regolarmente ammessi in Italia per lo svolgimento di prestazioni lavorative.

Rafforzamento degli obblighi informativi del datore di lavoro

Il decreto di attuazione introduce specifici obblighi informativi in capo al datore di lavoro, il quale dovrà garantire che il lavoratore straniero sia tempestivamente informato di tutte le comunicazioni relative al procedimento di rilascio del nulla osta al lavoro.
Questa disposizione rafforza la posizione del lavoratore, riducendo il rischio di asimmetrie informative e possibili abusi nelle fasi amministrative preliminari all’ingresso o alla regolarizzazione del soggiorno.

Maggiore flessibilità nel cambio del datore di lavoro

Un ulteriore profilo di innovazione riguarda la possibilità di cambiare datore di lavoro durante la validità del permesso unico. Il titolare del titolo potrà instaurare un nuovo rapporto di lavoro, a condizione che venga effettuata la previa comunicazione alle autorità competenti.
La norma si pone in linea con l’obiettivo europeo di favorire la mobilità occupazionale dei lavoratori stranieri e di ridurre forme di dipendenza giuridica dal singolo datore di lavoro.

Tutela del soggiorno in caso di perdita dell’occupazione

Particolare attenzione è riservata alla fase di disoccupazione involontaria. Il decreto chiarisce che il permesso unico non viene revocato in caso di cessazione del rapporto di lavoro e garantisce al lavoratore la possibilità di permanere in Italia per almeno tre mesi al fine di ricercare una nuova occupazione.

Si tratta di una previsione di forte impatto sociale, che rafforza la continuità del soggiorno e tutela la dignità del lavoratore straniero, in coerenza con i principi di proporzionalità e non discriminazione.

Considerazioni conclusive

L’attuazione della Direttiva (UE) 2024/1233 rappresenta un passaggio rilevante per il sistema italiano di gestione dell’immigrazione per lavoro. Le nuove disposizioni incidono direttamente sulle procedure operative che coinvolgono pubbliche amministrazioni, datori di lavoro, consulenti e professionisti del settore, richiedendo un aggiornamento delle prassi applicative e dei modelli organizzativi.

Resta ora da valutare il testo definitivo del decreto legislativo e il suo coordinamento con la normativa vigente, in particolare con il Testo Unico sull’Immigrazione e la disciplina dei flussi di ingresso.

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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.

 

Articolo scritto da Alessia AjelliManaging Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione e cittadinanza italiana.