Revocation of passport (1920 x 640 px)

Revoca della cittadinanza italiana: in quali casi è possibile?

Presupposti, procedura e differenze con la perdita della cittadinanza

La revoca della cittadinanza italiana non è mai automatica: richiede una condanna definitiva per specifici reati, un decreto del Presidente della Repubblica entro dieci anni e che la persona interessata non diventi apolide

La cittadinanza italiana costituisce uno status giuridico fondamentale, dal quale derivano diritti e doveri specifici, tra cui la possibilità di richiedere un passaporto italiano. La sua revoca, tuttavia, non può essere disposta liberamente, ma soltanto nei casi espressamente previsti dalla normativa. Si tratta, infatti, di una misura eccezionale, applicabile in presenza di determinate condizioni e nel rispetto di una procedura stabilita dalla legge.

In particolare, l’articolo 10-bis della Legge n. 91 del 1992 disciplina la possibilità di revocare la cittadinanza italiana nei confronti di persone condannate per specifici reati di particolare gravità, legati al terrorismo e alla sicurezza dello Stato. La disposizione non introduce una regola generale valida per tutti i cittadini, ma riguarda categorie ben individuate e circostanze tassativamente previste dall’ordinamento.

In quali casi è possibile revocare la cittadinanza italiana?

La revoca prevista dalla legge riguarda determinate persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana attraverso specifiche procedure, tra cui la naturalizzazione e il matrimonio. La disciplina non si applica, invece, ai cittadini italiani dalla nascita per discendenza, secondo il principio dello iure sanguinis, sulla base della disposizione in esame.

Un elemento essenziale è rappresentato dalla natura dei reati commessi. La revoca può essere presa in considerazione quando interviene una condanna definitiva per le fattispecie individuate dalla normativa, connesse ad atti terroristici o ad altre condotte che compromettono gravemente la sicurezza nazionale. Non è quindi sufficiente una semplice accusa o la pendenza di un procedimento penale: devono sussistere i presupposti specifici richiesti dalla legge.

Occorre inoltre considerare che la misura non può comportare l’apolidia. La persona interessata deve infatti possedere un’altra cittadinanza oppure avere la possibilità di acquisirla. Questa condizione rappresenta un requisito fondamentale per l’applicazione della revoca.

Come viene disposta la revoca della cittadinanza?

La revoca non si verifica automaticamente in seguito alla condanna penale, ma richiede un provvedimento formale adottato secondo la procedura prevista dalla legge. Una volta accertata la presenza dei presupposti necessari, il provvedimento viene disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno.

Anche il termine entro cui può essere adottata la misura è determinante: la normativa stabilisce che la revoca debba intervenire entro dieci anni dalla data in cui la sentenza di condanna diventa definitiva. Il rispetto di questa scadenza, insieme alla verifica degli altri requisiti, delimita l’ambito di applicazione della disposizione.

La natura straordinaria della misura richiede, pertanto, un esame attento della situazione individuale. La condanna deve riguardare uno dei reati contemplati dalla normativa e devono essere rispettate tutte le condizioni previste per l’adozione del provvedimento.

Qual è la differenza tra revoca e perdita della cittadinanza?

Sebbene vengano talvolta utilizzati come sinonimi, i concetti di revoca e perdita della cittadinanza italiana identificano situazioni giuridiche differenti.

La revoca disciplinata dall’articolo 10-bis è una misura collegata a specifiche condanne penali e riguarda determinate categorie di cittadini che hanno acquisito la cittadinanza secondo le modalità contemplate dalla legge. La perdita della cittadinanza, invece, può verificarsi anche in circostanze diverse, che non dipendono necessariamente dalla commissione di un reato.

Un esempio è rappresentato dalla rinuncia volontaria alla cittadinanza, possibile quando ricorrono i requisiti stabiliti dall’ordinamento. La normativa contempla inoltre alcune ipotesi connesse al servizio prestato per uno Stato estero, anche in ambito militare, oppure all'assunzione di determinati incarichi pubblici presso un governo straniero. In queste situazioni, la perdita della cittadinanza dipende dalle condizioni specifiche previste dalla legge e non si verifica automaticamente per il solo fatto di intrattenere rapporti con un altro Stato.

Distinguere correttamente queste fattispecie è importante per comprendere quali conseguenze possano derivare dalla propria situazione personale e quale disciplina debba essere applicata.

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Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di fornire indicazioni generali sull’argomento. Per dubbi o casi particolari è opportuno chiedere una consulenza specializzata in base alla vostra situazione specifica.

Articolo scritto da Alessia Ajelli, Managing Associate di LCA Studio Legale, avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione e cittadinanza italiana, e Paolo Grassi, Trainee di LCA Studio Legale.

 

Articolo modificato in data 13/10/2026